
La Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica dedicata alla definizione di metodologie di certificazione volontaria per le pratiche di carbon farming, nell’ambito del quadro normativo europeo sul clima. Questo invito a partecipare al processo decisionale aperto – attraverso il portale “Have Your Say” – rappresenta un’opportunità importante per il settore acquacoltura, l’agricoltura e le filiere connesse per influenzare la futura implementazione di standard europei per l’azione climatica.
Il carbon farming comprende attività che aumentano la capacità di stoccaggio del carbonio nei suoli e negli ecosistemi, come la gestione delle zone umide, la riforestazione, sistemi agroforestali, pratiche di protezione del suolo e altri interventi agricoli e naturali orientati alla mitigazione dei cambiamenti climatici. La consultazione si concentra sulle metodologie proposte dalla Commissione per certificare il contributo climatico di tali pratiche, in vista dell’adozione di standard volontari europei.
La certificazione volontaria – parte del più ampio Regolamento UE sul Carbon Removals and Carbon Farming (CRCF) che istituisce un quadro europeo per la certificazione di rimozioni di carbonio e riduzioni delle emissioni da suolo e pratiche agricole – mira a fornire strumenti condivisi e trasparenti per misurare, verificare e riconoscere la mitigazione del carbonio nella gestione del territorio.
Perché è importante partecipare
Il coinvolgimento diretto nella consultazione offerta dalla Commissione è un’occasione per:
- presentare osservazioni tecniche e proposte su come le metodologie di certificazione possano valorizzare le pratiche di carbon farming rilevanti per l’acquacoltura e i sistemi integrati terra-mare;
- evidenziare esperienze, competenze e sfide specifiche del settore rispetto alla misurazione e alla rendicontazione delle prestazioni ambientali;
- contribuire a definire un quadro europeo di riferimento che possa valorizzare economicamente e climaticamente le attività virtuose, favorendo possibili incentivi e riconoscimenti economici per gli operatori.
La consultazione è aperta fino al 19 febbraio 2026. LINK. Le osservazioni raccolte costituiranno la base per l’adozione delle metodologie finali di certificazione volontaria, che a loro volta influenzeranno la futura applicazione del CRCF in tutti i settori produttivi, includendo potenziali applicazioni anche nel settore dell’acquacoltura.
Invitiamo tutti i membri della comunità della Piattaforma ITAQUA – imprese, ricercatori, rappresentanti istituzionali e tecnici – a partecipare attivamente alla consultazione e a condividere i propri contributi, per assicurare che gli standard emergenti riflettano le esigenze e le potenzialità del nostro comparto.